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lunedì 23 maggio 2011

23 Luglio 2011 Villa Tempesta - Sette ore nella Tempesta

Sabato 23 Luglio, se capitate in Friuli, magari dalle parti di Codroipo, andate a farvi una capatina a Villa Tempesta, così anche solo per salutare uno stronzo che s'è fatto tutta la strada in macchina.
Oppure, sempre se vi va, mica v'obbliga nessuno, per ascoltarvi sette ore di musica dal vivo dispensata dagli artisti del collettivo/etichetta discografica La Tempesta, distribuiti su due palchi alla misererrima cifra di 18€ (più diritti di prevendita ed amenità simili), inoltre, in pieno stile televendita mastrotiana, ai primi mille partecipanti la compilation del festival in regalo.
Il tutto servito nella cornice, che da sola vale tutti i soldi del biglietto, di Villa Manin

Mica la sagra della salsiccia
Spendiamo due parole per la linup, che è ovviamente composta dalla crema degli artisti della Tempesta:

  • Aucan: Usciti quest'anno sotto La Tempesta International, che suonano stranieri, piacciono agli stranieri, ma sono bresciani.
  • Tre Allegri Ragazzi Morti feat. Giorgio CanaliBeh non c'è bisogno di presentazioni, loro sono La Tempesta in persona, accompagnati da Giorgio Canali, celebre per aver militato in gruppi storici ( CCCP, CSI, PGR ) ed ultimamente per i Rossofuoco.
  • Le Luci Della Centrale Elettrica: Vasco Brondi, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte.
  • The Zen Circus: I pisani che ti mandano affanculo, che si son fatti sentire l'anno scorso e che continuano a farsi sentire.
  • Massmimo Volume: Sì quelli che dopo essersi fatti tutti gli anni novanta si sono sciolti. Sì e dieci anni dopo son tornati insieme e hanno fatto un disco. Ecco sì sì sono loro.
  • Smart Cops: Giovani punk del 2000, con l'animo ancora negli anni settanta, vestiti da carabinieri.
  • One Dimensional Man: L'altro gruppo di Capovilla, quello che non è il Teatro Degli Orrori, che appunto giustifica l'assenza di questi ultimi.
  • Il Pan Del Diavolo: Molti se li ricordano per la collaborazione con gli Zen Circus, dove molti è uguale a "me"
  • Uochi Toki: Ne abbiamo già parlato in questi lidi, con esattezza qui
  • Fine Before You CameQuel gruppo di cui hai lo split, comprato a caso, e solo ultimamente hai scoperto che "As a Commodore" non è il titolo del disco, ma l'altro gruppo nello split in questione.
  • Altro: Ci sono un fisico, un disegnatore e un programmatore... No non è una barzelletta da nerd, sono i componenti della band.
  • Cosmetic: In tutta franchezza, non li conosco, un motivo in più per andare al concerto. Oltretutto hanno la bassista asiatica.
  • Hardcore Tambro: Side project di Gianmaria "Sick Tamburo" Accusani, così per ammazzare la noia fra un'album e l'altro
Facendosi due conti in tasca non sono neanche due euro a artista, e oggigiorno che ci compri con due euro? Neanche un panino di quelli pezzenti al bar.

sabato 8 gennaio 2011

Uochi Toki - Laze Biose

Lunga assenza su questi lidi, causata un po' dalle feste un po' da distrazioni esterne.
Quindi mi faccio perdonare con una nuova recensione di un "disco nuovo acquisto", caotico e fuori dal metro e dalla categoria.
Loro sono i Uochi Toki, e il disco di cui parlo è Laze Biose, il loro terzo album.
Definirli rap, o hip-hop sarebbe come dire che il ragno è un insetto o che il pomodoro è una verdura o un qualsivoglia aneddoto da trafiletto di Focus, quindi il modo più vicino alla verità per definirli è:

Riccardo "Rico" Gamondi: Alle basi, che chiamarle basi non si può, non sono alla base di niente, non sono le tipiche "fondamenta" che possiamo delineare in un hip hop tradizionale. Batte il tempo quanto il paradossalmente più "ordinato" collega Napo, scandendo con rumori, baccano, tempi pari che diventano dispari che diventano irrazionali, campionature da cose più
 improbabili, feedback e synth from outer space con il collo tirato, nei contesti più tradizionalisti (Il primo semestre, probabilmente il brano di cui è più facile disegnare il contorno, ma anche qui, prendetelo con le pinze), dando al tutto il peculiare sapore caotico-elettronico che lascia in bocca l'ascolto di questo disco. Un po' il "dado star" dei Uochi Toki.
Matteo "Napo" Palma: Alle parole, l'identità del dinamico duo. Quando apre bocca è come se svitasse la sua calotta cranica e ci sbattesse in faccia ciò che ne frulla vorticosamente all'interno, un flusso di coscenza continuo che porta a digressioni che dipingono un disegno a spirale, concentrico, con al centro "il titolo". Peculiarità infatti di questo disco (come di Libro Audio) è appunto avere titoli dal preciso ermetismo, parole, precedute dal corrispettivo articolo determinativo che accentua il senso di precisione (I fonici, L'estetica, I batteristi, e via discorrendo), parole che permettono all'ascoltatore di rimanere ancorato a quel sottilissimo filo logico che lega i versi l'uno all'altro, senza perdersi sotto lo tsunami di parole che Napo dispensa inarrestabile, come una macchina.
Testi pungenti, spesso di critica spudorata verso determinate categorie (vedi Il batterista), puntando il dito senza troppi giri di parole, la riscossa degli invisibili (I fonici (aka l'intro)), l'inadeguatezza del mondo all'accogliere l'umanità e viceversa (L'estetica, Le città).

Laze Biose, è però un disco "senza identità", o meglio, ogni brano è un episodio autoconclusivo, non sembra esserci un nesso logico apparente ad unire le 13 tracce che compongono l'album. Ma in fin dei conti questa è l'identità dei Uochi Toki: frenetici e caotici, fuori dalle definizioni enciclopediche e nonostante siano impossibili da contenere dietro ad uno schema logico ben delineato, alla fine dell'ascolto tutto è stranamente abbastanza chiaro.
Ah lo sapevate che se fermate le ali ad un colibrì questo muore dopo circa 10 secondi?


-Gradite una persona od un paesaggio
nella misura in cui tale persona e tale paesaggio
assomigliano all'ideale di persona e paesaggio che avete dentro-